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Cantico a Cthulhu

Scritto da H.P. Lowecraft.

Estratto dal Necronomicon di H.P. Lowecraft

Cantico a Cthulhu

li grande Cthulhu è venuto dal Caos.
Interminabili ere sono trascorse da quel giorno,
eoni senza fine si sono consumati da allora
ma non ci è consentito dimenticare.
Quel giorno la Porta del vuoto si aprì e dagli spazi esterni il grande Cthulhu ci si rivelò.
Come una abominazione sopra di noi, noi lo conoscemmo:
la sua voce era simile a turbine di vento,
il suo alito era pestilenza,
il rumore del suo passo era come quello delle grandi acque,
il turbine delle sue ali portava nel cuore l'angoscia della cripta.
Quel giorno ci fu rivelato il Caos diabolico ed i suoi poteri,
quel giorno vedemmo le arti del Caos disceso in mezzo a noi.
Da quel giorno il nostro mondo non fu più lo stesso,
da quel giorno il nostro mondo non fu più nostro.
Il grande Cthulhu è venuto dal Caos.
La blasfema divinità è signore del profondo.
Ma la Terra non volle sopportare il suo osceno peso.
La bestemmia vivente che era la città della sua infame gente,
l'orrendo covo dei mostri suoi adoratori
fu scosso dalle fondamenta.
In un'unica notte, in un unico giorno terribili
in rapido giro trascorrenti
tutto sprofondò nel fango, tutto fu annientato, tutto fu sommerso
dal grande oceano52.
La blasfema divinità non ha rinunciato però ai suoi diritti,
il dio infame ha preso possesso di un nuovo regno,
il dio infame ha f arto suo l'abisso oscuro dell'oceano:
qui regna senza fine e non cura il passare delle ere,
da qui regna occulto ed osserva in silenzio.
La blasfema divinità è signore del profondo.
Il diabolico scorpione dorme in R'lyeh.

Da allora Cthulhu il blasfemo nella sua tomba in R'lyeh,
da allora dorme sotto l'enorme pietra come uno scorpione sotto un sasso,
da allora l'osceno cadavere medita e aspetta
sepolto tra alghe parassite e fanghi verdastri,
circondato dalle ciclopiche rovine della sua oscena R'lyeh,
coperto dalla notte eterna del grande mare,
dimenticato nell'abisso senza tempo delle grandi acque.
Lì come un diabolico scorpione il grande Cthulhu si prepara a colpire.
Il diabolico scorpione dorme in R'lyeh.
Il signore del sole che muore non è morto nel profondo.
Guardate il sole che tramonta nel deserto:
sembra che stia morendo nel cielo
e versi tutto il suo sangue bagnando il cielo e la terra di rosso.
Quando arriva il vento freddo della notte il sole è morto
ma il giorno dopo rinasce a nuova vita.
State attenti o insensati!
Guardatevi dal credere che l'infame bestemmia sia moda nel profondo.
Il signore del sole che muore giace nella sua tomba da ere immemorabili,
il signore del sole che muore nella sua tomba sogna e attende.
Il signore del sole che muore non è morto nel profondo.
Non è morto Ciò che in eterno può attendere.
Con spavento e terrore capimmo,
con dolore ed angoscia imparammo.
L'infame cadavere nella sua tomba non era morto,
il dio sceso nella cripta sotto le acque aveva superato la morte,
il grande Cthulhu aveva fatto della putrefazione il suo corpo
e con questo corpo che corpo non è continuava la sua esistenza di Caos.
Ha superato la morte e non ha più nulla da temere:
ora è lì nel buio senza tempo che aspetta,
ora è lì nel silenzio senza vita che medita,
ora è lì che, in qualche modo, continua a vivere.
Non ha fretta di raggiungere i suoi scopi.
Non ha nulla da temere e può aspettare in eterno:
sa che il suo tempo verrà.
Non è morto Ciò che in eterno può attendere.
Con il passare di strane ere anche la morte può morire.
Secoli senza fine l'Abitatore del profondo vedrà passare.
Noi non saremo più padroni della Terra,

altri dopo di noi verranno e passeranno,
nuovi signori molte volte avrà la Terra
e nuove morti ogni volta troveranno.
Strani esseri arriveranno da oscuri spazi,
strane ere passeranno sommerse dalle sabbie infinite del tempo,
strane morti troveranno esseri ed ere senza fine.
Ma Chi ha superato la morte non si curerà della morte,
occupato soltanto a meditare vendette,
intento soltanto a sognare incubi,
teso soltanto ad aspettare il momento.
Con il passare di strane ere anche la morte può morire.
Il cadavere vivente invia gli incubi.
Da quando i primi esseri dotati di ragione hanno preso possesso della Terra,
da quando i primi sventurati capaci di ricevere il messaggio
hanno ricevuto la condanna di destare l'infame attenzione,
da allora non c è stata pace più per nessuno su questa Terra
11 cadavere che vive nel profondo ci ha fatti oggetto dei suoi messaggi di terrore,
il cadavere che non muore nell'abisso farà di chi verrà dopo di noi
inevitabile oggetto delle sue visioni di incubo.
Chi è chiamato non ha scampo: dovrà rispondere al richiamo,
dovrà diventare officiante della liturgia del terrore,
dovrà diventare schiavo senza speranza del culto nascosto.
Il cadavere che dorme in R'lyeh andrà facendo proseliti per ere senza fine
tra noi e tra quelli che verranno dopo di noi.
La liturgia dell'incubo ha stabilito una catena che scavalca il tempo
ci legherà tutti fino al giorno del suo risveglio.
Il cadavere vivente invia gli incubi.
Nella sua casa in R'lyeh il morto Cthulhu attende e sogna.
Passeranno secoli ed ere
ma Cthulhu sarà sempre lì ad attendere.
Passeranno millenni ed eoni
e Cthulhu accumulerà sogni ed incubi, odi e vendette.
Cthulhu sa che il momento dovrà arrivare
e sta in attesa nella tomba in R'lyeh
come un leone in agguato nella sua tana.
Tremate perché la tana che sembra vuota ed abbandonata,
la tana di cui si è perso anche il ricordo,
è abitata dall'orrendo mostro pronto a balzare.
Nella sua casa in R'lyeh il morto Cthulhu attende e sogna
Un giorno le stelle torneranno nella giusta posizione.

Il giorno in cui si apri la Porta del vuoto
le stelle erano nella posizione propizia
perché si compisse l'atto iniziale della liturgia diabolica.
Da allora i cieli hanno ruotato e continueranno a ruotare,
le sfere misureranno ancora i secoli con il loro giro.
Un giorno però, non sappiamo quando,
un giorno che - speriamo - non vedremo,
sarà ancora una volta diverso da tutti gli altri.
Quel giorno le sfere avranno di nuovo portato le stelle
nella posizione propizia per l'atto finale della liturgia,
quel giorno i cicli apriranno di nuovo una porta,
la blasfema Porta che suggella la cripta dimenticata sotto i mari.
E quel giorno non ci sarà più difesa né riparo.
Un giorno le stelle torneranno ancora nella giusta posizione.
Allora Al Girtab farà udire il suo richiamo
ed i suoi fedeli saranno pronti a rendergli omaggio.
Quel giorno l'infame R'lyeh ritornerà alla luce dal fondo del mare
con le sue rovine incrostate di conchiglie,
con le sue colonne festonate di alghe,
con le sue pietre rivestite di fango.
Quel giorno ritornerà alla luce la cripta sede e sorgente di ogni terrore
quel giorno Colui che afferra uscirà dalla sua tomba:
come un'abominazione voi lo conoscerete.
Quel giorno Colui che trafigge lancerà il suo grido:
come il boato del terremoto che fiacca le ginocchia voi lo conoscerete.
Ma quelli fra noi che lo avranno adorato in silenzio
usciranno alla luce del sole e si conteranno.
Scoprirete allora l'orda senza fine da cui siete stati sempre circondati,
scoprirete allora in mezzo a chi avete sempre vissuto tranquilli
e capirete che non ci potrà essere più scampo.
Inizierà allora in tutta la sua gloria blasfema il regno del Caos manifesto.
Allora Al Girtab farà udire il suo richiamo
ed i suoi fedeli saranno pronti a rendergli omaggio.

 

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