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Coprofagia

Scritto da Imperatrice dei sensi.

Nell'inconscio, vige il principio di non contraddizione e convivenza degli e tra opposti; l'inconscio non é "razionale" anche se ha una sua ragione e linguaggio. "La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell'universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell'anima". Carl Gustav Jung

La Coprofagia

Ne parla pubblicamente il patriarca degli omosessuali italiani Mario Mieli, coprofago e pedofilo, in senso moderno, ma della sua pedofilia si parla sempre incidentalmente, mentre è il percorso coerente con il suo sistema valoriale, ma interessante è ciò che pensa il "maestro della coprofagia". Contro ogni norma, del suo periodo, Mieli contrappone l'assunzione e la pratica di tutte le perversioni, che restituiscono agli individui la condizione originaria di transessualità, ovvero l'espressione della pluralità delle tendenze dell'Eros senza alcun limite. Le perversioni sono tappe inevitabili, nell'Eros e per la rottura di ogni tabù e qui c'è la più indigesta delle provocazioni di Mario Mieli: la trasformazione della rivendicazione del piacere anale in elogio della coprofagia, che è provocazione di ordine estetico - come performance teatrale – sia espressione privata di desiderio, insomma un cocktail tra Freud, Sade e Paracelso, un po' di psicanalisi, antropologia e alchimia che ci danno l'uguaglianza tra merda e oro o meglio tra Eros e Capitale. Una coprofagia rivoluzionaria che è anche erotismo, atto iniziatico e atto alchemico anti cattolico che apre la via al futuro perché è esercizio rivoluzionario. La merda per aprire le porte dell'armonia, rivoluzione accessibile e, in un atto acattolico, come comunione tra egual, scandalosa e apartitic, quasi sociopatica dell'esistere. L'urto del Mieli alchemico è feroce, chiaramente e lucidamente non visto, ignorato scandalosamente ignorato parlandone. Il suo matrimonio alchemico tra omosessuali, la preparazione e il consumo di un pane "fatto in casa", con farina merda, sangue e sperma, ed ogni secrezione corporale, dalle lacrime al muco, dissacra non solo la Chiesa ma la sua stessa idea politica perché torna alle origini del mondo, torna al sangue mestruale e quindi al tempo, alla misura, alla scrofa che mangia e cacando ridà la vita: "L'abbiamo mangiato - scrive Mieli - e da allora siamo uniti per la pelle. Pochi giorni dopo le "nozze", in una magica visione abbiamo scoperto l'Unità della vita. Era come se non fossimo due esseri disgiunti, ma Uno; avevamo raggiunto uno stato che definirei di comunione". Questa comunione vuole essere testimonianza e annuncio dell'avvento di un'armonia che, attraverso la liberazione dell'Eros, costituisce una nuova "età dell'oro". Quindi ideologicamente parlando, sottintendendo la mia mancanza totale di ideologia, posso affermare che il limite principale rimane proprio l'ideologia di tipo fondamentalista. Si scrivono sempre le stesse cose senza dire nulla, tutto deve essere nascosto, al massimo assiste la luna, se c'è, come se solo questa luce riflessa dovesse illuminare questa immondizia. Ma è proprio questa l'immondizia? O non è più immondizia chi vive fottendo i clienti magari lavorando in borsa e facendogli comperare azioni che non aumenteranno mai di valore, lavorando su una bella scrivania con tante penne bene allineate e mai moralmente imbarazzati?. In una società a dimensione di vampiro il coprofago o la puttana non sono certo i peggiori, ma serve la musica non tutta la musica, serve una selezione della coprofagia musicale, ma forse serve anche per i romanzi, la letteratura, la poesia. Quanta merda pronta da mangiare, ma questa è merda per tutti non solo per i coprofaghi perché il riempire una vita vuota come quella offerta oggi non e' facile, serve impegno,insomma è un lavoro non pagato e il coprofago ci sguazza, lui non vuole amore, non gli serve, non gli è indispensabile essere amato perché, alla fine di tutto, si ama e si giustifica sempre. Si è accorto che non è importante imporsi sugli altri e sa di essere una vergogna per la razza umana. Non c'è bravura o capacità in lui è l'ultimo dei clienti, come puoi mangiare assieme a uno che dopo poco mangerà la tua stessa merda, come puoi sopportare che guardi te e il cibo mentre magari sta già assaporando il desiderio di mangiarsi la merda calda. Ma non e' colpa mia, ti dice, sono costretto a farlo, mi piace solo così. Una scusa solo una scusa, regge per anni, ma è consapevole di ciò che è, magari se ne vergogna o prova un senso di tristezza, o forse vomita nel suo privato. Ma non importa, l'attrazione per la merda è più forte di tutto. Non rinucerà mai al suo telefonino, al suo pc o al leasing per la macchina.. è ingabbiato Certo sono devoti alla merda, spesso in maniera diversa, c'è chi odora solo, chi odora e mangia, chi mangia solo, c'è anche chi ha solo attrazione per la merda e vuole vedere l'ano che si apre mentre la merda esce, un bell'argomento magari appena mangiato e che viene malamente interpretato come atto di completa e totale sottomissione dello schiavo al padrone. Ma la coprofilia è un'altra cosa, è l'opposto alla sottomissione, è desiderio di possedere l'altra persona sapendo che non ne ha e forse non ne avrà mai la possibilità, si scelgono le feci e non il corpo e di norma questi sono più attratti dal rapporto anale che da quello vaginale, e mentre le odorano o le guardano – i coprofaghi le mangiano ma il percorso è lo stesso - il loro piacere nell'immaginario è di poterla possedere sessualmente. Fanno sesso con le feci, si masturbano toccandole per sporcarsi il pene perché l'atto di cospargersi le feci sul pene rappresenta, per loro, non la sottomissione ma la penetrazione, non penetrando fisicamente ma masturbandosi usano ciò che era poco prima dentro l' intestino, quindi più su dell'utero o dell'ano, ciò che è più vicino alla vita della persona. Per questi l'ano che si apre è il massimo dell'erotismo, ecco perché non tutti le toccano o le mangiano, ma è una progressione aspettare, è un effetto collaterale, l'ano è il mezzo non il fine, ma va preso anche in esame chi si compiace nell'essere considerata eccitante mentre fa la cacca, è cerebrale perché li più che considerare la ragazza dal "come è" la vedo più dal "come fa" e questo apre un capitolo che affronterò sul ruolo della femmina. Lo spazio, quindi, in cui questa pratica trova la propria dimensione non è nient'altro che nel grande parco giochi per adulti liberi e consenzienti, non un cul de sac per maniaci e frustrati, ma una delle vie di auto-conoscenza , una libertà che ogni individuo si concede nel rispetto di se stesso e degli altri. Quindi attento al ciò che significa limite ed estremo alla propria volontà di andare sempre più oltre.

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