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Tra sadomasochismo e seduzione chi è la mistress?

Tra sadomasochismo e seduzione chi è la mistress? Viene da chiedersi se c'è un'incapacità di pensare, nella realtà, alla donna femminile e sensuale che utilizza la seduzione per dominare e che quindi per paura questa immagine viene legata al bdsm. Ma allora qual è il ruolo della mistress, in italia, per chi la ricerca?

La mistress, nel rapporto sadomaso, è una divinità, quindi intoccabile, androgina, snaturata e privata dal suo "essere donna", quindi, per essere mistress devono far convivere in un unico corpo da Dea classe, feminilità, seduzione e determinazione. Non Si può essere dominanti usando solo fascino ed eros, è vero che molte donne della storia, perfide nel cuore, hanno avuto ciò che volevano con la seduzione, gli elogi e il proprio corpo – a volte carpendo e trasmutando eccitazione in dolore -. Lady Godiva cavalcava nuda e a pelo ma faceva impazzire i suoi innamorati, la Borgia seduceva per uccidere e predare, la sensuale Madame Bovariè fece dell'arte dell'amare potere, Cleopatra è, ancora oggi, sensualità, Lady Macbeth usò l'amante per giungere al suo scopo. Cosa c'è di comune tra queste donne? Al di là del porsi, chi algida e intoccabile, chi sensuale e provocante, tutte sono animate da crudeltà pura,indenne da emozioni, e sono riuscite con la seduzione a tenere in pugno storie, vite, amanti e persino giuochi di potere. Donne perfide, figure a cui serve il potere e che, usando determinazione, corpo. sensualità e l'assenza di morale, si sono imposte. Emergono dalle pieghe della storia delle civiltà, donne sensuali e perfide, ma necessarie. Dall'epoca biblica quando Erodiade non solo istiga la figlia Salomè a chiedere a Erode la testa di Giovanni Battista, ma successivamente trama affinché il marito sottragga al fratello l'ambito titolo di re di Giudea, sino poi all' età antica fra matrone armate come Fulvia che trafisse la lingua di Cicerone, e spietate cospiratrici alla corte imperiale quali Agrippina minore e Giulia Maesa, la prima artefice dell'ascesa al trono del figlio Nerone, la seconda mandante dell'omicidio del nipote Eliogabalo; fino al Medioevo e al Rinascimento, in cui non c'è Regno che non abbia la sua perfida: dall' imperatrice Irene di Bisanzio che per mantenere il potere fece accecare il figlio, a Isabella di Castiglia, fautrice del Tribunale dell'Inquisizione. Anche nell'era moderna c'è la cattiveria femminile, come quelli di Francisca de Zubiaga, la più celebre e chiacchierata donna d'armi durante gli ottocenteschi moti rivoluzionari in Sudamerica; di Elisabeth Nietzsche, 'nazificatrice' delle opere del fratello e fondatrice di una colonia per la purezza della razza; e delle nefaste mogli dei dittatori Franco e Mao Tze-tung.E che dire di Elsa Maxwell, la giornalista americana che nella prima metà del '900 distrusse una generazione di attrici con la sua penna di critica cinematografica. Questo metodo storico culturale sfata i pregiudizi della storiografia antica e la perfidia delle donne serve a capire le personalità forti che hanno unito sensualità e crudeltà.

La storia evidenzia i percorsi attraverso cui si è formata ed evoluta l' identità femminile, ma pure nei rioni popolari meno conosciuti e mercificati ilmito della Malafemmena rimane; la malafemmena napoletana è simbolo dell' universo femminile rappresentato dai poeti dell'Ottocento e primi Novecento nei suoi lati più oscuri. L'immagine che dà non è di prostituta o altro ma è un'immagine di donna cocciuta e testarda, sensuale ma dura; è una creatura che non appena trova chi la sposa fa uscire sua più inquietante caratteristica: l'opportunismo. E, quando il consorte non serve più, scatta il tradimento poi esibito come sfida, "Ti attrae, ti lusinga, ti adesca [...] prima te ciancèa cu ciento mosse (...) t''offa credere! (...) E poi? Po' te lassa!". Quindi la donna più crudele è colei che ti affascina, ti lusinga, ti trafigge con le armi dei profumi, del sapori, della dolcezza della femminilità, poi ti travolge con la sua sadica opportunità di donna. C'è da chiedersi perché l'immaginario sulle mistress non rilevi queste cose ma semplicemente si arrenda all'idea anglofona della mistress algida, fredda, scostante, ligia al dolore e completamente distaccata anaffettiva.

Una donna quindi che non da nulla prima e nulla ora se non punizione e dolore. Una donna che non è sensuale, femminile, ma che invece si pone con sconcertante anti-femminismo quasi volendo annientare e negare la sua reale natura. Ma è veramente questa la mistress che voi volete? Un muro freddo che non comunica?che non empatizza nulla? Al sadomasochismo serve la sensualità tipica della donna, la mistress è una donna, non deve negare la sua natura, adulterarla, non deve diventare misogina, un uomo in gonnella, ma al contrario deve esaltare essere bella e feroce,sensuale e determinata. Ne abbiamo così una mistress femminile e dominatrice che sa tessere l'arma della seduzione come una tela tesa per prendere ed attaccare la preda. Quindi fa così paura essere normale, essere me stesso?

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