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Amsterdam box

Postato in Glossario BDSM

L'Amsterdam box è una struttura dalla forma di un parallelepipedo, della misura appena sufficiente per contenere una persona. L'interno è spesso fornito di cinghie in modo da limitare ancora di più le residue possibilità di movimento del soggetto. Le pareti, poi, sono provviste di piccole aperture per permettere di interagire amsterdam boxcon il costretto ed aumentare, quindi, la sua sensazione di impotenza.Poco si sa della sua origine, qualcuno azzarda qualche derivazione con la vergine di ferro o vergine di Norimberga, ma è un improbabile parallelismo. La vergine di Norimberga, infatti, è una classica bufala storica: è una macchina che fu creata alla fine del 1700 (non è come si ritiene di origine medievale), probabilmente senza avere uno scopo. Non si ricorda sia stata utilizzata, né come strumento di tortura, né come macchina per eseguire condanne a morte. Di certo, c'è che viene nominata in un brano di E.A. Poe, che dovrebbe riferirsi all'inquisizione spagnola.Più semplicemente, da sempre l'uomo tende a rinchiudere persone in ambienti piccoli per le più varie necessità, causando degli effetti collaterali, quali il panico e la perdita di capacità sensitiva, cioè, deprivazione sensoriale o privazione sensoriale.È quindi probabile, che la sua origine, come tanti altri strumenti BDSM, sia da far risalire a quella sottile linea di confine che passa tra il BDSM e gli strumenti di tortura e di costrizione. Nel senso che qualcuno, in qualche tempo, si deve essere reso conto che rinchiudere una persona in uno spazio stretto provoca degli "effetti collaterali" che si aggiungono alla semplice impossibilità di fuga. Il "malcapitato", perciò, viene obbligato a calarsi in questo baule, legato e lasciato lì a "riflettere". Inoltre, le aperture alle pareti consentono una interazione dall'esterno e quindi vanno ad aumentare la sensazione di impotenza del soggetto nei confronti del "carceriere". Maggiore è il tempo che la persona passa in quella situazione, maggiore è l'effetto che si ottiene. Si passa dalla perdita della cognizione del tempo alla privazione dei sensi quali vista e tatto, a cui si associa l'aumento dell'udito e dell'odorato. Alle privazioni sensoriali si unice, inoltre, una modifica dello stato mentale che può avere i più vari effetti, dipende dalla sensibilità del soggetto. Se ne sconsiglia l'utilizzo, quindi, a claustrofobici ed a chi soffre di crisi di panico.

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